" the text, all the text, nothing but the text "

" the text, all the text, nothing but the text " - French-Italian/Italian-French

 

The "motto" that my  teacher of French, at "La Sapienza", Rome University, has left to us students, is a truism:

But, contrary to what one might think, this doesn't mean that "one has to translate word by word", but rather that "nothing should be omitted of the original text and nothing should be introduced  in the original text".

 

ENRICO PAOLETTI

ENRICO PAOLETTI - French-Italian/Italian-French

I translate indifferently from Italian into French and from

French into Italian as I did all my studies in Italy and worked,

also as a translator, for all of my career, between Monaco and

France. 

I started working as a freelancer after retiring and registered with

"proz.com" in December 2009.

 

 In May 2012, I have been appointed "Certified Pro".

 

 Among other subjects, I studied Private law,

Public law, Constitutional, Administrative and

Labour law, as well as Economics, Public

Accountancy, Monetary and Financial Politics.

 

 I have cooperated with companies such as Riva

(pleasure boats), FERRARI (cars), ITALCANTIERI

(shipyard), BP (oil), and MINEA (space saving appliances).

 

AREAS OF EXPERTISE

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LEGAL TRANSLATIONS, CONTRACTS, REAL

ESTATE, CIVIL ENGINEERING,BUILDING

 ENVIRONMENT/ECOLOGY, JOURNALISM,MILITARY

DEFENCE, BOATING, TOURISM & TRAVEL

 

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   What they say about me:

 - Translation Agency - Casablanca, 20060, Maroc : Excellent translator : very professional, reliable, easy

communicator. I will work with him again in the future with great pleasure.

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 - Agence de Traductions - Bordeaux 33610, France : Du bon travail, professionnel et sympatique.

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 - Agence de Traductions - Toulouse 31000 France : Delivered on time, good communication

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italian

Elezioni Usa, i repubblicani vendono l’anima al trumpismo in nome del consenso. Il carico di voti, la dinastia familiare: così il tycoon ha cannibalizzato il partito per restare a lungo (e meditare una rivincita).

Il presidente uscente è stato sconfitto ma ha conquistato il record per un candidato repubblicano (72 milioni). Con lui il Grand old party ha ottenuto le leggi che voleva e ora ha anche più seggi alla Camera. Gli elettori si identificano con il leader, ma ormai anche la forza politica dei conservatori. Per questo ora buona parte dei dirigenti si accoda alle accuse di brogli. Perché anche quando se ne andrà dalla Casa Bianca, le sue idee sono destinate a restare. Tanto che già medita una "Resurrection Run".

Di Roberto Festa

Donald Trump continua a non riconoscere la vittoria di Joe Biden. Di più, non pare avere alcuna intenzione di riconoscerla nelle prossime settimane. La strategia del team Trump – e di gran parte del partito repubblicano – è soprattutto una: insistere sulla presenza di una vasta e coordinata rete di brogli elettorali (di cui peraltro non esiste prova) per minare la legittimità della vittoria e quindi della presidenza di Joe Biden. Tutti ovviamente sanno che, prima o poi, Trump dovrà abbandonare la Casa Bianca. Ma la strategia serve appunto a preparare il futuro più prossimo e al tempo stesso riflette la forza straordinaria raggiunta dal trumpismo: la forma che Donald Trump ha dato al conservatorismo americano.

 

Nessun presidente repubblicano ha avuto più voti di lui. Riconquista il bottino del 2016 e avanza nelle città – Più di settantadue milioni di americani hanno votato per Trump alle ultime elezioni. Un risultato non sufficiente per battere Joe Biden (che ha ottenuto oltre settantasette milioni di voti), ma comunque eccezionale. Nessun presidente repubblicano ha fatto meglio di lui. Trump non solo ha conquistato più voti in molte delle aree del Paese che era riuscito a vincere nel 2016 (complessivamente, ha catturato nove milioni di voti in più rispetto a quattro anni fa), ma ha aumentato i suoi consensi in città – per esempio Philadelphia e Detroit – dove una sua avanzata pareva improbabile. In altre parole, Trump ha allargato la base repubblicana e conservatrice, nonostante l’infuriare della pandemia e della crisi economica. Come ha detto Joe Gruters, chairman del partito repubblicano della Florida: “Gli americani non vogliono le tasse. Non vogliono i lockdown. Vogliono la libertà”.

Per quanto quindi la gestione di Trump dell’emergenza sanitaria abbia sollevato critiche e polemiche, una parte importante del Paese si è trovata d’accordo con lui. Per questo ora i repubblicani non hanno motivo di mollare Trump. Il presidente si è rivelato per loro una gallina dalle uova d’oro. Il Grand old party ha ottenuto almeno sei seggi in più alla Camera e manterrà con buone probabilità il controllo del Senato (bisogna comunque attendere il ballottaggio per i due seggi della Georgia, il 5 gennaio). Trump non ha distrutto il partito repubblicano, come spesso si è detto. Trump ha dato al partito repubblicano più forza al Congresso. Gli ha dato in questi anni le leggi che i conservatori desideravano, in tema di tasse, deregolamentazione ambientale, immigrazione. Gli ha dato tre giudici della Corte Suprema e oltre duecento giudici federali. Chiaro che adesso Mitch McConnell e buona parte del partito si allineino ordinatamente dietro le accuse di brogli elettorali. Restano pochi, sparuti, senatori repubblicani che non capitolano alla retorica di Trump. Lisa Murkowski, Mitt Romney, Susan Collins e Ben Sasse hanno riconosciuto la vittoria di Biden. Si tratta per l’appunto di una sparuta minoranza di moderati; per il resto, il Grand Old Party dimostra di essersi totalmente “trumpizzato”.

L’anima unica del Grand Old Party e la dinastia Trump – La “trumpizzazione” del partito repubblicano è passata attraverso una sua omologazione ideologica e attraverso la scomparsa delle correnti, delle tradizioni, delle identità di cui storicamente il Grand Old Party è stato ricco. Se ancora fino agli anni di George W. Bush il partito presentava diverse anime – i “conservatori fiscali”, i libertarians, la destra religiosa, i neoconservatori, i moderati e “atlantisti” della East Coast – oggi quell’antica diversità risulta totalmente appiattita. Oggi esiste Trump e il trumpismo. Nient’altro. Il partito repubblicano si è trovato a stipulare una sorta di patto faustiano: ha rinunciato alla propria anima, alla propria diversità, alla propria ricchezza politica e ideologica, in nome dei voti e dei vantaggi legislativi che Trump è riuscito a ottenere. Non è un caso che Trump parli dei settantadue milioni di americani che lo hanno votato come di voti “propri” e non come patrimonio del partito che lui rappresenta. Quei settantadue milioni di americani sono diventati la sua base elettorale. Si identificano con il loro leader come il partito si identifica con il suo leader.

Tutto questo – allargamento della base elettorale, conquista del partito repubblicano, spostamento a destra dell’asse politico e legislativo – deve essere considerato nel momento in cui Trump rifiuta di concedere la vittoria a Biden. Trump infatti non si comporta come un presidente uscente. Si comporta come il leader indiscusso di un movimento che nessuna sconfitta elettorale può davvero scalfire. Lui dispone dei voti. Lui controlla il partito. Lui ha creato una dinastia familiare – Donald Jr., Eric, Ivanka, Jared Kushner – che difficilmente abbandonerà la politica. Lui parla già di ripresentarsi alle presidenziali 2024, in quella che viene già ribattezzata “Resurrection Run”.

Le origini del successo – C’è però un altro elemento, di ben più lungo periodo, che aiuta a capire la fortuna di un uomo e delle sue politiche. Trump è sicuramente stato un presidente “larger than life”, un personaggio dotato di un ego smisurato, una personalità capace di incarnare aspirazioni e caratteri di milioni di americani. Si sbaglierebbe però a spiegare il suo successo con il solo dato umano e caratteriale. In realtà, la parabola politica di Trump si innesta su quella rivoluzione neoliberale che parte negli anni Ottanta e che nel 2016 ha ormai prodotto un’America profondamente spaccata per classi, appartenenze etniche, aree geografiche, città e campagne, culture e abitudini di vita. In quest’America divisa e segnata da profonde diseguaglianze di reddito e di conoscenze, ha ribollito per anni una classe media e popolare bianca, che è sprofondata sempre più giù, tra disoccupazione, dissoluzione dei nuclei familiari, assuefazione alle droghe, perdita di antiche identità. Gli “Stati Uniti della disperazione”, come sono stati chiamati.

L’intuizione di Trump, nel 2016, è stata quella di percepire la vastità di questa disperazione (largamente sottostimata dai democratici anche durante l’epoca Obama) e offrire ad essa una piattaforma politica e una catarsi emotiva. Ecco quindi, proprio durante la campagna elettorale del 2016, l’insistenza di Trump sul tema delle infrastrutture e su un vasto piano di ricostruzione del Paese “crollato nella distruzione e nella decadenza (tra l’altro, tra le prime iniziative del presidente ci fu l’invito alla Casa Bianca dei leader delle maggiori organizzazioni sindacali delle costruzioni). Ecco la promessa, sempre in campagna elettorale, di una riforma del sistema di tassazione che facesse pagare di più a istituzioni finanziarie e mondo degli hedge funds. Ecco il rilancio del tema del nazionalismo economico, da realizzare attraverso l’autonomia energetica e produttiva e la guerra commerciale con i Paese rivali nel mondo, in primo luogo la Cina. Ecco un messaggio culturale che esaltava l’immagine di un’America bianca e cristiana, di nuovo forte e orgogliosa, in sintonia con le ansie di una working-class bianca sempre meno certa del suo ruolo e della sua identità.

Un populismo economico da campagna elettorale – Nella realtà, Trump non ha fatto quasi nulla di quello che aveva promesso. Anzi, si è dimostrato particolarmente propenso a soddisfare le richieste dei gruppi di potere e influenza tradizionalmente più vicini al partito repubblicano. Ha fatto passare una riforma delle tasse che favorisce i settori più ricchi della popolazione. Non ha intaccato i privilegi di Wall Street. Ha offerto alle industrie americane centinaia di norme di deregolamentazione ambientale. Non ha mai nemmeno provato a far passare quella riforma sanitaria che avrebbe dovuto sostituire l’Obamacare e dare agli americani un’assistenza migliore e meno costosa. Unica rottura del presidente, rispetto all’ortodossia economica repubblicana, ha riguardato i programmi di social security, di Medicare, di Medicaid, su cui la working class in larga parte dipende e che Trump si è rifiutato di tagliare. Nell’insieme, comunque, il populismo economico con cui Donald Trump è salito al potere si è rivelato un argomento da campagna elettorale. I gruppi di interesse che hanno sostenuto questa amministrazione non sono molto diversi da quelli che hanno accompagnato la rivoluzione neoliberale reaganiana degli anni Ottanta e poi il “Contract with America” di Newt Gingrich degli anni Novanta.

Trumpismo, mix di equilibri di interesse e pulsioni distruttive – Ciò non vuol dire che il conservatorismo che Trump ha in questi anni predicato non abbia degli elementi prorompenti di novità rispetto alla storia repubblicana. Quegli elementi ci sono, in parte ereditati dai vari Tea Party che all’inizio degli anni Duemila sono sorti come funghi in molte parti degli Stati Uniti. E quindi: la sfiducia verso la politica e il disprezzo demagogico per i “politicanti” di Washington; il fastidio per regole, norme consolidate, istituzioni; l’idea che l’unica dimensione de perseguire sia quella interna, nazionale, e che la presenza degli Stati Uniti sulla scena internazionale sia una perdita di tempo e di denaro. A questo, Trump ha aggiunto una vocazione inarrestabile all’insulto e allo scontro, il gusto della bravata, l’istinto dello showman, l’appello diretto, autoritario, “televisivo”, al suo elettorato.

Rispetto dei più tradizionali equilibri di interesse dell’establishment repubblicano e pulsioni distruttive dell’ordine consolidato convivono quindi nel trumpismo, e fanno sì che oggi il presidente riesca a mantenere l’appoggio sia dei repubblicani di Washington sia di una parte consistente di coloro che sono stati “lasciati indietro” nei processi di trasformazione capitalistica. Ancora nella dichiarazione di non riconoscimento della vittoria di Joe Biden, Trump ha ripetuto con orgoglio di aver reso il Grand Old Party “il partito della classe operaia”. La forza del trumpismo sta quindi qui: non aver rivoluzionato la tradizione repubblicana, conservatrice, ma averla accolta, aggiornata, trasformata. Lui resta, in fondo, l’allievo di Roy Cohn, l’esplosivo avvocato repubblicano che con i suoi maneggi, prese di posizione, sparate ha segnato la storia del movimento conservatore americano, dall’esecuzione di Julius ed Ethel Rosenberg agli anni di Reagan. Roy Cohn fu colui che, nella New York degli anni Settanta e Ottanta, accompagnò i primi passi pubblici di Trump.

 Per questo il presidente è destinato a lasciare le stanze della Casa Bianca, ma le sue idee, il suo movimento, probabilmente anche la sua persona fisica, sono destinati a restare con noi a lungo. Una possibile limitazione, all’allargarsi del trumpismo, potrebbe venire dalla capacità dei democratici nei prossimi quattro anni di accogliere richieste e timori della working-class bianca. Ma questa è davvero un’altra storia, e riguarda il futuro.

french

Elections américaines, les républicains vendent leur âme au Trumpisme au nom du consensus. Le volume de voix, la dynastie familiale: c'est comme cela que le magnat a cannibalisé le parti pour rester longtemps (et méditer sa vengeance).

Le président sortant a été vaincu, mais il a battu le record d'un candidat républicain (72 millions). Avec lui, le Grand Old Party a obtenu les lois qu'il voulait et maintenant il a encore plus de sièges à la Chambre. Les électeurs s'identifient à leur chef, mais désormais aussi à la force politique des conservateurs. C'est pour cela qu'une grande partie des dirigeants adhère désormais aux allégations de fraude. Car même lorsqu'il quittera la Maison Blanche, ses idées sont destinées à rester. A tel point qu'il envisage déjà une "Resurrection Run".

Par Roberto Petrella

Donald Trump continue de ne pas reconnaître la victoire de Joe Biden. De plus, il ne semble pas avoir l'intention de le reconnaître dans les semaines à venir. La stratégie de l'équipe Trump - et d'une grande partie du parti républicain - est avant tout une : insister sur la présence d'un vaste réseau coordonné de fraude électorale (dont il n'y a aucune preuve) pour saper la légitimité de la victoire et donc de la présidence de Joe Biden. Tout le monde sait évidemment que, tôt ou tard, Trump devra quitter la Maison Blanche. Mais la stratégie sert justement à préparer l'avenir le plus proche et reflète en même temps l'extraordinaire force du Trumpisme : la forme que Donald Trump a donnée au conservatisme américain.

Aucun président républicain n'a eu plus de voix que lui. Il récupère le butin de 2016 et avance dans les villes - Plus de soixante-douze millions d'Américains ont voté pour Trump lors des dernières élections. Pas de quoi battre Joe Biden (qui a obtenu plus de soixante-dix-sept millions de voix), mais quand même exceptionnel. Aucun président républicain n'a fait mieux que lui. Trump a non seulement recueilli plus de votes dans de nombreuses régions du pays qu'il n'avait réussi à gagner en 2016 (dans l'ensemble, il a recueilli neuf millions de voix de plus qu'il y a quatre ans), mais il a augmenté sa popolarité dans les villes - par exemple à Philadelphie. et Detroit - où son avance semblait improbable. En d'autres termes, Trump a élargi la base républicaine et conservatrice malgré la pandémie et la crise économique qui font rage. Comme l'a dit Joe Gruters, président du Parti républicain de Floride: «Les Américains ne veulent pas d'impôts.» Ils ne veulent pas de confinement. Ils veulent la liberté ».

Bien que la gestion de l'urgence sanitaire par Trump ait soulevé des critiques et des controverses, une partie importante du pays est d'accord avec lui. C'est pourquoi les républicains n'ont plus aucune raison de lâcher Trump. Le président s'est avéré être pour eux une poule qui pond des œufs d'or. Le Grand Old Party a obtenu au moins six sièges supplémentaires à la Chambre et conservera probablement le contrôle du Sénat (il faudra encore attendre le ballottage pour les deux sièges en Géorgie, le 5 janvier). Trump n'a pas détruit le parti républicain, comme on l'a souvent dit. Trump a donné plus de force au parti républicain au Congrès. Il lui a donné au cours de ces années les lois que voulaient les conservateurs, en matière de taxes, de déréglementation environnementale, d'immigration. Il lui a donné trois juges de la Cour suprême et plus de deux cents juges fédéraux. Il est clair que maintenant Mitch McConnell et une grande partie du parti s'alignent parfaitement derrière les allégations de fraude électorale. Il ne reste qu'un petit nombre de sénateurs républicains qui ne capitulent pas devant la rhétorique de Trump. Lisa Murkowski, Mitt Romney, Susan Collins et Ben Sasse ont reconnu la victoire de Biden. C'est juste une petite minorité de modérés; pour le reste, le Grand Old Party s'avère s'être totalement "trumpisé".

L'âme unique du Grand Old Party et de la dynastie Trump - La «trumpisation» du parti républicain est passée par son homologation idéologique et par la disparition des courants, des traditions, des identités dont le Grand Old Party a historiquement été riche. Si jusqu'aux années de George W. Bush le parti avait plusieurs âmes - les "conservateurs fiscaux", les libertaires, la droite religieuse, les néoconservateurs, les modérés et les "atlantistes" de la côte Est - aujourd'hui, cette ancienne diversité est totalement aplatie. Aujourd'hui, il y a Trump et le Trumpisme. Rien d'autre. Le parti républicain s'est retrouvé à entrer dans une sorte de pacte faustien: il a renoncé à son âme, à sa diversité, à sa richesse politique et idéologique, au nom des voix et des avantages législatifs que Trump a réussi à obtenir. Ce n'est pas un hasard si Trump parle des soixante-douze millions d'Américains qui l'ont voté pour lui et non pour l'héritage du parti qu'il représente. Ces soixante-douze millions d'Américains sont devenus sa base électorale. Ils s'identifient à leur chef comme le parti s'identifie à son chef.

Tout cela - élargissement de la base électorale, ête du parti républicain, déplacement de l'axe politique et législatif vers la droite - doit être pris en compte lorsque Trump refuse de concéder la victoire à Biden. En fait, Trump ne se comporte pas comme un président sortant. Il agit en tant que leader incontesté d'un mouvement qu'aucune défaite électorale ne peut vraiment affecter. C'est lui qui dispose des voix. C'est lui qui contôle le parti. C'est lui qui a créé une dynastie familiale - Donald Jr., Eric, Ivanka, Jared Kushner - qui n'abandonnera probablement pas la politique. C'est lui qui parle déjà de se représenter aux présidentielles 2024, dans ce qui est déjà rebaptisé «Resurrection Run».

Les origines du succès - Il existe cependant un autre élément, concernant une période bien plus longue, qui permet de comprendre la chance d'un homme et de ses politiques. Trump a certainement été un président «larger then life», un personnage avec un énorme ego, une personnalité capable d'incarner les aspirations et les caractères de millions d'Américains. Cependant, il serait faux d'expliquer son succès uniquement avec le seul côté humain et caractériel. En réalité, la parabole politique de Trump se greffe sur cette révolution néolibérale qui a débuté dans les années 80 et qui a produit en 2016 une Amérique profondément divisée par classes, ethnies, zones géographiques, villes et campagne, les cultures et les habitudes de vie. Dans cette Amérique divisée et marquée par de profondes inégalités de revenus et de connaissances, a fermenté pendant des année une classe moyenne et populaire blanche, qui s'est enfoncé de plus en plus bas, au milieu du chômage, de la dissolution des noyaux familiaux, de la toxicomanie, de la perte d'anciennes identités. Les "États-Unis du désespoir" comme on l'a appelé.

L'intuition de Trump, en 2016, a été de percevoir l'ampleur de ce désespoir (largement sous-estimé par les démocrates même à l'époque d'Obama) et de lui offrir une plateforme politique et une catharsis émotionnelle. Ainsi, lors de la campagne électorale de 2016, l'insistance de Trump sur la question des infrastructures et sur un vaste plan de reconstruction du pays "effondré dans la destruction et la décomposition (entre autres, l'une des premières initiatives du président a été l'invitation à la Maison Blanche des dirigeants des principaux syndicats de la construction). Voici la promesse, toujours en campagne électorale, d'une réforme de la fiscalité qui ferait payer plus les institutions financières et le monde des hedge funds. Voici la relance du thème du nationalisme économique, à réaliser à travers l'autonomie énergétique et de production et la guerre commerciale avec les pays rivaux dans le monde, tout d'abord la Chine. Voici un message culturel qui exalte l'image d'une Amérique blanche et chrétienne, forte et fière à nouveau, en phase avec les angoisses d'une classe ouvrière blanche de moins en moins certaine de son rôle et de son identité.

Un populisme économique à usage de la campagne électorale - En réalité, Trump n'a pratiquement rien fait de ce qu'il avait promis. Au contraire, il s'est montré particulièrement enclin à satisfaire les demandes des groupes de pouvoir et d'influence traditionnellement les plus proches du parti républicain. Il a fait passer une réforme fiscale qui favorise les couches les plus riches de la population. Il n'a pas entamé les privilèges de Wall Street. Il a offert aux industries américaines des centaines de normes de déréglementation environnementale. Il n'a même jamais essayé de faire adopter la réforme du système de santé qui était censée remplacer Obamacare et offrir aux Américains des soins meilleurs et moins chers. La seule rupture du président avec l'orthodoxie économique républicaine a concerné les programmes de sécurité sociale, Medicare, Medicaid, dont la classe ouvrière dépend largement et que Trump a refusé de couper. Dans l'ensemble, donc, le populisme économique avec lequel Donald Trump est arrivé au pouvoir s'est avéré être un sujet de campagne électorale. Les groupes d'intérêt qui ont soutenu cette administration ne sont pas très différents de ceux qui ont accompagné la révolution néolibérale de Reagan des années 80 puis le «Contract with America» des années 90 de Newt Gingrich.

Trumpisme, un mélange d'équilibres d'intérêts et d'impulsions destructrices - Cela ne signifie pas que le conservatisme que Trump a prêché ces dernières années n'a pas d'éléments débordants de nouveauté par rapport à l'histoire républicaine. Ces éléments sont là, en partie hérités des différentes Tea Party qui ont poussé comme des champignons dans de nombreuses régions des États-Unis au début des années 2000. Et donc : la méfiance à l'égard de la politique et le mépris démagogique des «politiciens» de Washington; l'ennui pour les règles, les normes consolidées, les institutions; l'idée que la seule dimension à poursuivre est la dimension intérieure et que la présence des Etats-Unis sur la scène internationale est une perte de temps et d'argent. À cela, Trump a ajouté une vocation imparable à l'insulte et à la confrontation, le goût de la bravade, l'instinct du showman, l'appel direct, autoritaire, «télévisé» à son électorat.

Le respect de l'équilibre plus traditionnel des intérêts de l'establishment républicain et les impulsions destructrices de l'ordre consolidé coexistent donc dans le Trumpisme, et aujourd'hui le président est en mesure de maintenir le soutien à la fois des républicains de Washington et d'une partie substantielle de ceux qui sont des «laissés pour compte» dans les processus de transformation capitaliste. Toujours dans la déclaration de non-reconnaissance de la victoire de Joe Biden, Trump a fièrement répété qu'il avait fait du Grand Old Party «le parti de la classe ouvrière». La force du Trumpisme réside donc ici: de ne pas avoir révolutionné la tradition républicaine et conservatrice, mais de l'avoir accueillie, mise à jour et transformée. Il reste, après tout, l'élève de Roy Cohn, l'explosif avocat républicain qui par ses manipulations, ses prises de position et ses bravades a marqué l'histoire du mouvement conservateur américain, depuis l'exécution de Julius et Ethel Rosenberg jusqu'aux années Reagan. Roy Cohn est celui qui, dans le New York des années 1970 et 1980, a accompagné les premiers pas publics de Trump.

 C'est pourquoi le président est destiné à quitter les salles de la Maison Blanche, mais ses idées, son mouvement, probablement aussi sa personne physique, sont voués à rester longtemps avec nous. Une possible limite à l'expansion du Trumpisme pourrait venir de la capacité des démocrates au cours des quatre prochaines années à accueillir les requêtes et les craintes de la classe ouvrière blanche. Mais c'est vraiment une autre histoire, et il s'agit de l'avenir.

 

SOME TRANSLATIONS CARRIED OUT

 

LEGAL TRANSLATIONS

 Translation Agency - Stirling FK9 4NF United Kingdom - IT->FR 1223 words

 - Rome Chamber of Commerce, Industry, Craft and Agriculture - Company Registration Office - Ordinary section Certificate of registration - Company Identifying data.

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 Translation Agency - Kirchheim (Baden-Württemberg - RFA) - FR->IT 2376 words

 - General Conditions of the Special Offer "Welcome at DELL". 

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Agency- Stirling (United Kingdom) - IT->FR - 1923 words

 - Chamber of Commerce registration certificate

 *-*-*-*-*

 Agency - Casablanca (Morocco) - FR->IT - 5866 words

 -Memorandum of agreement for a loan granted

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 Agency - Luxembourg - IT->FR - 2237 words

 - Bill of sale for an apartment

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 Agency - Paris (France) - FR->IT – 3013 words

 - Summons to the hearing for a summary judgment

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 Agency - Venice (Italy) - IT->FR – 5285 words

 - Summons to a court hearing

 *-*-*-*-*

 Agency - Bordeaux - (France) - FR->IT – 9932 words

 - Summons to a court hearing

 *-*-*-*-*

 Agency - Bucharest (Romania) - IT->FR – 3604 words

 Complaint and lawsuit

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 Agency - Bordeaux - (France) - FR->IT - 2357 words

 - Special conditions for a "Search Engine Optimisation Contract"

 *-*-*-*-*

 Hair Product Company - Marseille (France) - FR->IT - 1872 words

 - Exclusive supply contract

 *-*-*-*-*

 Agency - Milano (Italy) - FR->IT – 3753 words

 Service contract

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 Private Client - Luxembourg - FR->IT - 1126 words

 - Sentence of a judge supervising a guardianship

 *-*-*-*-*

 Web Gold Purchase Company - Paris (France) - FR->IT - 6072 words

 Sentence of Paris Superior Court

 *-*-*-*-*

 Agency - Cagliari (Italy) - IT->FR - 7222 words

 Sentence of Cagliari Court, Preliminary Investigations Judge

 *-*-*-*-*

 Agency - Milano (Italy) - FR->IT - 5391 words

 - Rennes Court of Appeal judgement

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 Agency - Paris (France) - FR->IT - 1918 words

 - Summons to the hearing for a summary judgment of the Paris Commercial Court

 *-*-*-*-*

 Law Firm - Milano (Italy) - IT->FR - 1366 words

 Order of Novara Court of First Instance

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 Agency - Paris (France) - FR->IT - 3285 words

 - Photography contest regulations

 *-*-*-*-*

 Private Client - St. Raphaël (France) - IT->FR - 5462 words

 Management regulation for a Marina

 *-*-*-*-*

 Agency - Innsbruck (Austria) - IT->FR - 3000 words

 - Executive decision of Brescia province concerning waste disposal and recovery

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 Private Client - Villefranche (France) - IT->FR - 1271 words

 - Appointment deed of a real estate expert

 *-*-*-*-*

 Agency - Innsbruck (Austria) - IT->FR - 5835 words

 - Veneto Regional Council Decree for renewing an authorisation concerning waste disposal and recovery

 

 CIVIL ENGINEERING TRANSLATIONS

 

Translation Agency - Saluzzo (Italy) - IT->FR 2435 words

 - Firm specialised in manufacturing summer/winter air-conditioning equipment in quality and luxury properties.

 

*-*-*-*-

Translation Agency - New Delhi (India) IT->FR 3200 words

 - Technical specification for installation and filling of equipments using hybrid thermo-voltaic solar modules. 

*-*-*-*-* 

Translation Agency - Saluzzo (Italy) - IT->FR 1017 words

 - Custom decoration solutions for public establishments and shops. 

*-*-*-*-*

Popular restaurant in Barcelona (Spain) - IT->FR - 2.788 words

- Beverage machine operating manual.

*-*-*-*-*

Agency - Lecce (Italy) - IT->FR - 3988 words

- Building site security plan

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Agency - Bordeaux - (France) - FR->IT - 1873 words

- Defibrillator protection cabinet

*-*-*-*-*

Agency - Vicenza - (Italy) - IT->FR - 1561 words

- Description of a qualified company in mechanical and metalwork fabrication

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Agency - Bordeaux - (France) - FR->IT - 2045 words

- Swimming pool protection barrier

*-*-*-*-*

Agency - Milano (Italy) - FR->IT - 5292 words

- Alpine tunnel technical specifications for the construction of a security gallery

*-*-*-*-*

Agency - Milano (Italy) - FR->IT - 3764 words

- Security operating manual for self-propelled work equipment

*-*-*-*-*

Agency - Lecce (Italy) - IT->FR - 5678 words

- Construction of a new building through juxtaposition of prefabricated modules

*-*-*-*-*

 Engineering company - Milano (Italy) - IT->FR - 1896 words

- Estimate for engineering, installation & start-up of prefabricated structures

*-*-*-*-*

Agency - Nuova Delhi (India) IT->FR - 3200 words

- Installation and filling of hybrid solar modules technical specifications

*-*-*-*-*

Agency - Genova (Italy) IT->FR 1958 words

- Consortium of land transport cooperatives with national & international coverage

*-*-*-*-*

Craft Firm - Viterbo (Italy) - IT->FR - 2632 words

- Company that makes & markets plaster products

*-*-*-*-*

Agency - Vicenza - (Italy) - IT->FR - 2645 words.

- Multi-media kiosk for electric vehicle recharging, WIFI access point, energy-saving, low-emission lighting

*-*-*-*-*

Graphic Designer - Gex (Ain France) - FR->IT - 4192 words

- Web site for jewellery with magnetic stone that activate vital energy

*-*-*-*-*

Agency - Vicenza - (Italy) - IT->FR - 3080 words

- Use of cookies information & similar technologies for a net proceedings proper operating

 

 MILITARY HISTORY TRANSLATIONS

 Publishing Company - Parma (Italy) - FR->IT - 20197 words.

 - Vietnam war 1956-1975; Ho Chi Minh trial, Vietnam popular Army; Vietnam Republic Army; South-Vietnam Liberation Army, i.e. Viet-Cong; South Vietnam Liberation National Front; The New Strategy (1965-1967); Tet Offensive

 *-*-*-*-*

 Publishing Company - Parma (Italy) - FR->IT - 26931 words

 - Desert Shield / Desert Storm, the Gulf War

 *-*-*-*-*

 Publishing Company - Parma (Italy) - FR->IT - 28291 words

 - Allied landing in Normandy June '44; US Rangers; Soldiers of the Big Red One; German paratroopers; Waffen SS; Hitlerjugend; Tiers Liberation, August '44; Falaise pocket, August '44.

 

 BOATING TRANSLATIONS

 

Agency - Orsay (France) - FR->IT - 2816 words 

Descriptive text of 2 fiberglass hull sailboats of a well-known French shipyard 

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Shipyard - Baia (Napoli Italy) - IT->FR - 5875 words

 Descriptive text of 3 fiberglass hull motorboats of 33', 44' and 58' 

 

ENVIRONMENT, TRAVEL AND TOURISM TRANSLATIONS

 

 Agency - Venice (Italy) FR->IT - 30.237 words 

- Website of an Hotel chain in the Caribbean's, cottages, Spa, swimming-pools, Fitness, trekking, kayak, spear fishing etc.

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 Agency - Bucharest (Romania) - FR->IT - 1300 words

 - Tourism-related report about Provence: Aix, Marseille, Cassis, the Calanques, the Camargue, the Alpilles, the mountain Sainte Victoire, the Baux of Provence.

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 Agency - Clermont Ferrand (France) - FR->IT - 19.942 words

 - Joint-venture environmental protection project between Corsica, Sardinia, Liguria and Tuscany.

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 Agency - Innsbruck (Austria) - IT->FR - 2070 words

 - Table of waste included in the "Waste Management Protocol" authorised in a open air dump-yard

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 Government Authority for Culture - Paris (France) - FR->IT – 10076 words

 - Project of the exhibition "One Trillion of Ants" held in Paris at the "Palais de la Découverte" from 15 October 2013 to 24 August 2014.

 

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FRENCH-ITALIAN LEGAL TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN REAL ESTATE TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN CIVIL ENGINEERING TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN ENVIRONMENT TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN BOATING TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN BULDING TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN ENVIRONMENT TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN TOURISM & TRAVEL TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN MECANICS TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN ECONOMICS TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN FINANCIAL TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN MARKETING TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN MILITARY/DEFENSE TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN LITERATURE TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN ARCHEOLOGY TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN RELIGION TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN POLITICS TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN INSURANCE TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN JOURNALISM TRANSLATIONS, FRENCH-ITALIAN POPULAR SCIENCES TRANSLATIONS.